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Pubblicazione:Roma : Donzelli, c2000
Abstract: Un anziano signore, uomo di lettere, Gionata Lerolieff, sta tornando a casa, in treno, verso Lugano. Reduce dalle settimane letterarie di Solothurn e da un' indigestione di semiotica. Ma eccolo accorgersi, sceso a Olten per prendere la coincidenza per Lugano, di non aver più con sé gli occhiali. Lasciati sull' altro treno? Persi? O forse rubati? Comunque un dramma, per chi ripone negli occhiali la propria vera vista. Senonché la perdita degli occhiali attiva in Lerolieff quella seconda ...;
[Read more...]Un anziano signore, uomo di lettere, Gionata Lerolieff, sta tornando a casa, in treno, verso Lugano. Reduce dalle settimane letterarie di Solothurn e da un' indigestione di semiotica. Ma eccolo accorgersi, sceso a Olten per prendere la coincidenza per Lugano, di non aver più con sé gli occhiali. Lasciati sull' altro treno? Persi? O forse rubati? Comunque un dramma, per chi ripone negli occhiali la propria vera vista. Senonché la perdita degli occhiali attiva in Lerolieff quella seconda - e più acuta - vista che è quella della memoria associativa. Che troppo spesso rimane inerte nella nostra mente. Eccolo allora, il nostro scrittore, in un lungo dormiveglia, sollecitato da stimoli insignificanti - un nome, una sensazione, un'immagine - ritornare al passato in una divagazione continua, senza censure o barriere logiche. Ecco frammenti del suo più lontano esistere, ricordi di scuola (bellissimo quello del ragazzo ebreo Sinigaglia, «tra i rifugiati del ' 43 in Svizzera, e della sua coazione a ripetere del saluto fascista»). O storie apprese da altri e riaffiorate dal tempo. Ecco immagini di donne, vive e sensuali negli anni. Ha settantadue anni, Lerolieff, ma un cuore giovane e ansioso che prova ancora emozioni, come rinato alla vita durante il viaggio simbolico verso i suoi Inferi.